Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento del sito stesso.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.

MIRACOLO A LE HAVRE

Come in molti film di Kaurismäki ci troviamo in un porto industriale, tra le banchine cariche di container e gru. È il porto di Le Havre, in Normandia, di fronte alla Gran Bretagna. Un luogo inospitale e freddo, dove un gruppo di clandestini africani, che viaggiano in un container destinato al porto di Southampton, viene sbarcato per errore.

 


IO SONO LI

Io sono Li è un film del 2011 diretto da Andrea Segre. Shun Li è un'immigrata cinese che lavora a Roma in una fabbrica tessile facendo molto più del necessario per pagare il suo debito e far venire suo figlio, rimasto in Cina, in Italia. Per questo viene trasferita a Chioggia per fare la barista in un'osteria frequentata soprattutto da vecchi pescatori. Qui sorgono alcuni problemi, primo fra tutti la lingua, fortunatamente Li farà amicizia con un vecchio pescatore chiamato il Poeta (per la sua versatilità a comporre versi al momento), jugoslavo immigrato in Italia da ormai 30 anni. Tra Shun Li e il pescatore nasce piano una relazione che però sebbene solo agli inizi è malvista da tutti, sia italiani che cinesi. Per evitare anzi che influisca negativamente sulla possibilità che arrivi il figlio, Shun Li decide di interrompere la relazione e va a lavorare in una fabbrica import-export. Un giorno però molto prima del previsto arriva suo figlio dalla Cina con grande gioia per la madre, che però si chiede chi abbia pagato il suo debito. Il pensiero di Shun Li va subito al suo amico di Chioggia e cerca di informarsi, ma una amara sorpresa la attende.

 


LA PRIMA NEVE

La prima neve è un film del 2013 diretto da Andrea Segre. Pergine, piccolo paese del Trentino ai piedi della Val de Mocheni. E' lì che è arrivato Dani, fuggito dal Togo e poi nuovamente costretto a fuggire dalla Libia in fiamme. Dani ha una figlia piccola (che gli ricorda troppo la moglie morta per volerle davvero bene) e una meta: Parigi. In montagna, dove ha trovato lavoro presso un anziano apicoltore, fa la conoscenza di Michele, un bambino che soffre ancora per la perdita improvvisa del padre.
Andrea Segre prosegue con questo suo secondo film di finzione dopo Io sono Li la personale ricerca del rapporto tra gli esseri umani e i luoghi che ne ospitano le vicende sia che vi appartengano dalla nascita sia che vi siano giunti per i rovesci della sorte.
Come Shun Li Dani è arrivato in un'Italia di cui non conosce le tradizioni ma, a differenza della donna cinese, non subisce le offese del razzismo strisciante. Perché questo film di Segre non vuole ripercorrere le orme dell'opera precedente. Dani l'emarginazione ce l'ha dentro come il piccolo Michele ed è data dal dolore profondissimo di una perdita, di un lutto che sembra impossibile elaborare. Hanno a fianco persone che vorrebbero aiutarli (l'anziano apicoltore per l'uno,la madre per l'altro) ma è come se avessero eretto un muro a difesa della loro sofferenza. Il bosco finisce così per diventare non il luogo fiabesco dove incontrare pericolosi lupi (qui semmai a fare danni è un orso) ma lo spazio, tra luci ed ombre, dove trovare una solitudine che può farsi cammino comune. "Le cose che hanno lo stesso odore debbono stare insieme" dice il vecchio a proposito di legno e miele. Dani e Michele sono impregnati dello stesso odore della deprivazione che li porta a pensare di non essere più capaci di amare coloro che hanno invece più bisogno di loro. Potrebbero avere entrambi bisogno di quella prima neve che offra una nuova visione del mondo, esteriore ed interiore.

 


NUOVOMONDO

Nuovomondo è un film del 2006 di Emanuele Crialese. All'inizio del XX secolo, la famiglia siciliana dei Mancuso lascia Petralia Sottana alla volta dell'America. Salvatore, deluso da una terra poco generosa, si affida alla Madonna e, dopo averle offerto un sasso macchiato di sangue e portato in bocca in segno di sacrificio, le chiede quale strada prendere, se restare o partire. Il "segno" arriva: poco dopo Pietro, il figlio muto, porta le foto di un ortaggio tanto grande da dover essere trasportato su una carriola. Salvatore si prepara allora a scoprire il Nuovo Mondo: dopo aver venduto i miseri averi per acquistare vestiti e scarpe buone, s'imbarca alla volta dell'America con i figli, la madre, Donna Fortunata e altri italiani. Tra gli umili popolani siciliani un'elegante donna inglese si distingue in tutto il suo candore aristocratico. Lucy, che viaggia inspiegabilmente con gli italiani, e pare essere stata respinta da uno di loro, è il simbolo dell’emancipazione femminile. Salvatore ne è colpito fin dal primo incontro, le offrirà la sua protezione e infine ne farà la sua fidanzata. La vita nel "nuovo mondo" inizia ad Ellis Island, dove la famiglia sbarca, ed è ben diverso da come Salvatore e i suoi si erano illusi di trovarlo. Appena sbarcata, la famiglia Mancuso deve sottoporsi a una serie di controlli medici, fisici e mentali; il mancato superamento di questi test porta al rimpatrio. Inoltre le donne, per poter entrare definitivamente in America, devono essere sposate, o diventarlo sul momento: e mentre le Mancuso, insieme ad altre, si ritrovano a conoscere e a dover accettare immediatamente mariti connazionali già residenti in America, che non hanno mai visto e che risultano anziani o sgradevoli, Lucy compila il modulo per Salvatore facendone il suo sposo. Alla fine la nonna e il figlio muto non possono entrare in America perché non hanno superato gli esami medici, ma inaspettatamente Pietro comincia a parlare sapendo di entrare in America.

 


TERRAFERMA

Terraferma è un film del 2011 diretto da Emanuele Crialese. La storia comincia sul mar Mediterraneo. Ernesto e Filippo, due pescatori di un'isola siciliana, stanno pescando quando improvvisamente i resti di una barca distrutta arrivano tra le eliche del loro peschereccio. Perciò questa deve essere sollevata fuori dall'acqua per riparare la vite navale. Le scene cambiano e ci troviamo al funerale di Pietro, il figlio di Ernesto, che era scomparso nel mare tre anni prima. Naturalmente ha luogo sul molo dell'isola. Giulietta, rimasta vedova di Pietro, è insoddisfatta delle condizioni di vita e vuole traslocare sulla terraferma con suo figlio Filippo per cercare una vita e un lavoro migliore. Filippo non condivide questo desiderio. Nino, l’altro figlio di Ernesto, ha lasciato la pesca e adesso vive del turismo. Guadagna bene e si può permettere tante cose. Compra un motorino e lo regala a Filippo, ma è subito distrutto degli invidiosi giovani del villaggio. I turisti Maura, Stefano e Marco arrivano col traghetto e affittano la casa di Filippo e Giulietta che vanno ad abitare in garage, che è relativamente ben attrezzato. Nel frattempo la barca è di nuovo pronta per partire. Un giorno Ernesto e Filippo incontrano una zattera strapiena di migranti africani. Chiamano la Guardia costiera che li avvisa di restare nelle vicinanze della zattera ma di non prendere nessuno a bordo. Ernesto, in ossequio alla legge del mare, raccoglie alcuni migranti che stanno nuotando verso la barca. Quando sbarcano la maggioranza delle persone salvate può lasciare la barca grazie alla protezione della notte. Una donna incinta e suo figlio vengono portati da Ernesto nella propria casa. Nella stessa notte mette al mondo un bambino. Ernesto è compassionevole e offre alla donna di restarne da loro per alcuni giorni. Il giorno dopo la polizia inizia la ricerca dei rifugiati e confisca la barca di Ernesto perché senza la licenza per il trasporto di turisti, mentre stanno per partire per un giro in barca, ma non trova i rifugiati nella casa. Giulietta vuole che Sara e i suoi bambini partano, ma Ernesto li protegge e li tiene in casa. Col tempo anche in Giulietta cresce la simpatia per Sara, che come lei desidera niente di più che il marito e una vita migliore. Sara rivela che ha iniziato il suo viaggio dal corno d'Africa, è scesa sulla zattera in Libia e sta adesso cercando d'arrivare a Torino, dove suo marito lavora. Una sera Filippo porta Maura al porto di Linosa, dove ruba una piccola barca e la prende per un bagno. Quando accende la lampara posta ad un lato della barca per illuminare l'acqua per Maura che si tuffa in mare, vede che nuovamente un gruppo di migranti africani si sta avvicinando all'imbarcazione. Maura torna a bordo e Filippo è costretto a usare il timone per difendersi contro tutti i migranti che tentano di salire a bordo. Accende il motore dell'imbarcazione e parte. Ernesto ha l'idea di trasportare Sara e i suoi figli sulla terraferma in macchina. Ma tutti i veicoli che vogliono salire sul traghetto sono controllati dalla Polizia, allora non vede altra possibilità che tornare indietro. Filippo che ha visto i rifugiati quasi morti di sete, sente il gran peso della coscienza. Decide di rubare il furgone di Ernesto e va al porto per prendere la barca che era stata sequestrata a suo nonno per salvare Sara e i bambini. Il film finisce con una lunga scena in cui la barca scompare nel buio della notte, pronta ad arrivare alla terraferma per salvare Sara.