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Recensione "Morì un uomo, quella notte"

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Pumla Gobodo Madikizela, Morì un uomo, quella notte. L'umanità dopo l'Apartheid. Prefazione di Nelson Mandela. Edizione italiana a cura di Angiola Iapoce, traduzione di Serena Piersanti, introduzione all’edizione italiana di Irene Agnello, Fattore Umano Edizioni, Roma 2013, pp. 245, € 18,00

Qual è il canale di comunicazione tra lo “spazio privato del Sé” e la sua condivisione in uno spazio pubblico e collettivamente condiviso? Esiste la possibilità di creare un flusso di continuità tra i traumi vissuti sul piano personale e il loro riconoscimento pubblico? E i traumi collettivi hanno la possibilità di uscir fuori dalla spirale vittima/violenza e se sì, attraverso quali strade?

Forget the sympathy – asylum is a refugee’s right

This year, the media has been full of tragic images of people risking their lives in a desperate attempt to flee their troubled countries. This phenomenon is not new, by any means, but the number of people involved has increased dramatically over a short period.

La bambina tra i due mondi e il tesoro nascosto

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Quando una donna, per lo più di origine africana, cerca l’aiuto di un terapeuta per gravi disturbi psichici, quasi mai mette in relazione il suo malessere psichico o anche psicosomatico con la pratica delle Mgf  subita nell’infanzia.

Quell’episodio sembra rappresentare il”grande rimosso” e, se è costretta a parlarne, lo fa piuttosto con il medico o con il ginecologo, ma solo per le complicanze fisiche e i rischi della gravidanza e del parto, che  associa con difficoltà e a volte con stupore a quell’evento ormai lontano nel tempo.